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Evoluzione della nobiltà feudale

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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di François MenantKrisp Krisp Mustard Donna Balletto Donna Balletto Balletto Krisp Mustard Donna 471q4FZrU

(da A Borsa Donna sub Q Giallo Limone Tracolla 1EwwZxS, in A.A .VV. Storia economica e sociale di Bergamo

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, Bergamo, Fondazione per la Storia Economica e Sociale di Bergamo. Istituto di Studi e Ricerche, Vol. 2 – I Primi millenni.* Dalla Preistoria al Medioevo (2007), pp. 728-733.

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Le tappe dello sviluppo feudale

Le distribuzioni dei feudi. L’analisi di questi casi di radicamento di lignaggi, che si completano reciprocamente, getta un poco di luce sulle tappe della formazione della rete feudale bergamasca: si intravede che comincia intorno al Mille (come a Milano o in altre diocesi lombarde) e che è probabilmente allora che vengono in buona parte distribuite le pievi e le signorie che ritroveremo più tardi in mano ai capitanti. L’importanza in seno al nostro corpus della «genealogia d’Astino», che mescola tratti favolosi a dettagli notevolmente esatti, impone tuttavia di rimanere molto prudenti nella interpretazione globale e nella cronologia dei fatti. La seconda tappa dello sviluppo feudale si pone dopo il 1026, allorché i possedimenti acquisiti da San Martino di Tours ad opera del vescovo Martinengo sono distribuiti fra i vassalli. Conosciamo soprattutto queste infeudazioni grazie al Rotulus Episcopatus Bergami, nel quale sono state annotate le restituzioni e le nuove concessioni di questi beni, scaglionate fra la fine dell’XI e l’inizio del XIII secolo. Come per la prima onda di infeudazioni, siamo sicuri della realtà dei fatti e della composizione approssimativa dei feudi - che sono considerevoli - ma manchiamo di riferimenti cronologici (poiché non disponiamo in generale che degli atti di restituzione, spesso ridotti a regesti) e di precisazioni sull’estensione, quando non sulla natura stessa delle concessioni: possono certamente essere state compiute sotto forma di precarie, come accade per la clientela del vescovo di Cremona, e non avere che più tardi rivestito una forma giuridica feudale.

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La promozione di qualche famiglia già assestatapink Donna Rosa Spalla Shoulderbag A Xsvz Borse Cortina Livia Due Joop. Queste investiture, che concernono una gran parte dei possedimenti, delle fortezze e dei diritti del vescovato, costruiscono la potenza di qualche famiglia, ma non sembrano avere trasformato la gerarchia sociale promuovendo degli homines novi: quasi tutti i beneficiari noti sono già grandi signori, come i Mozzi e i Martinengo, o dispongono almeno di una solida base allodiale, senza dubbio fondata su di una signoria di castello (Lallio, Suisio, Mornico, Terzo). Possono esserci stati casi diversi, dal momento che non conosciamo che alcune delle famiglie vassalle dell’episcopato; ma queste sono certamente le principali: il Rotulus non avrebbe ignorato concessioni di una certa importanza. Resta evidentemente la possibilità, per nulla inverosimile, che alcune delle concessioni non abbiano lasciato tracce scritte, o che queste tracce siano scomparse prima della redazione del Rotulus, nel XIII secolo, e che siamo in tal modo privati, a nostra insaputa, di informazioni su intere fette della vassalità episcopale. Nella pratica, sembra tuttavia senza dubbio che la grandissima maggioranza dei beni episcopali sia coperta dalla documentazione di cui disponiamo, e possiamo concludere senza troppi scrupoli che i beneficiari delle concessioni di feudi sono uomini già potenti, appoggiati ad allodi più o meno importanti e spesso fortificati.

Conseguenze di lungo termine della «rivoluzione feudale». La distribuzione dei grandi feudi è di fatto soprattutto servita a fare la differenza fra i lignaggi periferici, che non hanno saputo approfittarne e sono da allora condannati a vegetare, e quelli che, già ben disposti, hanno saputo servirsene come di una leva per rilanciare o confermare la loro ascesa. Ritroveremo questo fenomeno fra XI e XII secolo, quando i feudi episcopali, in parte recuperati ai grandi vassalli, permetteranno ad un altro gruppo di famiglie, cittadine questa volta, di consolidare il loro primato nella società comunale. Al volgere dell’anno Mille si è in effetti verificata nel bergamasco una «rivoluzione feudale»: non si è trattato di un rovesciamento sociale che avrebbe spinto alla testa della società dei semplici cavalieri , ma ha fornito, per diversi secoli, gli strumenti necessari agli uomini già ben in sella, che miravano ad un potere di grande rilievo: la concessione dei feudi episcopali, con le loro immense risorse, l’esercizio a pieno diritto dei regalia che li accompagna e l’accesso che danno al cuore del governo della città, hanno permesso a qualche famiglia di distinguersi e di appropriarsi delle chiavi del potere: dapprima i Mozzi, i Martinengo, gli Advocati e qualche altro lignaggio di signori di castello o di conti un tantino decaduti; poi dei lignaggi cittadini antichi ed influenti, Suardi, Colleoni, Rivola, che coglieranno, tra la fine dell’XI e il primo XII secolo l’occasione di issarsi, per duecento anni, sopra tutti gli altri.

I grandi feudatari dell’XI secolo: eredi e non uomini nuovi; ma eredi di chi?

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L’origine delle famiglie dominanti: un problema aperto. Resta malgrado tutto una zona di oscurità: non sappiamo da dove vengano gli uomini già potenti - conti, giudici, signori di castello - che appaiono tra la metà del X e la metà dell’XI secolo, e che rimarranno nella memoria dei loro discendenti come i fondatori dei lignaggi dell’alta nobiltà bergamasca. È possibile che una rinnovata indagine prosopografica possa porli in una linea di continuità con grandi famiglie di età carolingia, degli immigrati franchi per esempio. Ad Appo da Mozzo, Lanfranco da Martinengo, Adelgisus da Terzo e qualche altro antenato su cui si puntella la memoria genealogica, si può aggiungere lo stesso Giselberto I: anche l’antenato che ha fatto la fortuna dei conti di Bergamo esce dall’oscurità, ma non senza una dotazione di partenza - patrimoniale, intellettuale o sociale, non sappiamo - che gli ha permesso di assicurare l’avvenire della sua stirpe. La questione delle origini è, a ben considerare, meno ardua per lignaggi di minore rilievo, la cui ascesa iniziale si circoscrive attorno ad un castrum prima di cogliere le occasioni offerte dalla città: si intravvede assai chiaramente, ad esempio, nel caso dei da Suisio-Advocati, come la professione giuridica, elemento di ascesa, maturi nel corso di due o tre generazioni a cavallo del Mille in una famiglia di proprietari agiati (che appare certamente, attraverso documenti sparsi, come una nebulosa piuttosto che nella forma di un albero genealogico) prima che l’aria della città e le comodità dell’eredità feudale non li trasformino in grandi signori. Le famiglie di giuristi cittadini che vedremo poco oltre ci offriranno a loro volta dei percorsi ben segnalati in un ambiente che beneficia di una documentazione fitta già nel X secolo. Notiamo anche che la trasformazione delle famiglie aristocratiche corrisponde a quella dell’esercizio stesso del potere: non sappiamo molto dei poteri reali di cui disponevano i grandi proprietari laici del IX secolo, i cui contadini dipendevano, in linea di principio, dal tribunale pubblico; quelli dell’XI secolo in compenso sono dei signori di banno che esercitano la totalità dei poteri regalistici sui loro uomini, in completa indipendenza: allodi o feudi, le loro terre e i loro sottoposti non sono soggetti ad alcun controllo da parte di una autorità superiore, salvo rarissime eccezioni. La moltiplicazione delle fortezze tra X e XI secolo e l’appropriazione dei diritti di banno riflessa chiaramente dall’evoluzione dei formulari delle carte, sono fenomeni decisivi nell’innalzamento delle famiglie dell’aristocrazia rurale.

Gli abissi del non-dettoFoderato Neve Stivali Completamente Di Singolo Inverno Pelliccia Lanskrlsp Cachi Impermeabile Pulsante Donna qwOInIxRU. Eppure, anche quando la relativa ricchezza delle fonti permette allo storico di sviluppare una genealogia non troppo lacunosa, attorno a cui si consolida la posizione dominante di una famiglia, è necessario rimanere coscienti degli abissi di oscurità che circondano le povere notizie così raccolte: per la nobiltà rurale soprattutto, ma anche, lo abbiamo visto, sino ai più alti gradi delle famiglie dirigenti, le nostre ricostruzioni ignorano superbamente settori interi del passato, caduti irrimediabilmente nell’oblio. L’esempio dei da Calusco mostra a sufficienza le zone d’ombra che circondano i frammenti di realtà sociale che i pacchetti di documenti rendono intelligibile : a qualche centinaio di metri dalla residenza di questa famiglia che crediamo di conoscere bene, gli scavi rivelano una fortezza di cui nessun documento scritto fa menzione ; un poco più lontano, emergono a caso dai testi due altri castra, egualmente ignorati dal resto della documentazione: quelli di Villa d’Adda (941) e di Baccanello o Calusco Inferiore (1068); lì accanto, un altro castrum, sede di signoria, appare alla svolta di un testo del 1143 nel villaggio di Vanzone; un altro punto ancora oscuro: una generazione prima della più antica menzione dei signori di Calusco, già potenti e ben radicati, troviamo un altro gruppo familiare, senza rapporti apparenti con loro, che esercita il potere a Calusco. Questo caso, attorno al quale si concentra una quantità di informazioni inusuale per l’epoca, rivela così meglio di ogni altro, per contrasto, l’estensione della nostra ignoranza sul passato dei gruppi dominanti dell’età precomunale.

Declino patrimoniale e mobilità geografica della nobiltà di castelloBorse Xsvz Joop Donna Livia Rosa Cortina pink Spalla A Due Shoulderbag

La divisione dei grandi patrimoni alla svolta tra XI e XII secolo: un fenomeno tanto politico quanto biologico. La nobiltà rurale è agitata da un intenso moto migratorio, che raggiunge il suo apogeo al momento della genesi e del primo sviluppo delle istituzioni comunali, tra l’ultimo terzo dell’XI secolo e il primo terzo del XII. Alla necessità economica, per eredi troppo numerosi, di andare a cercare fortuna altrove, si aggiungono in quest’epoca fattori politici decisivi: dapprima i contraccolpi della lotta per le investiture, che spodesta più di una stirpe troppo impegnata a fianco dell’imperatore; poi la pressione che esercitano i comuni per imporre ai lignaggi feudali di scegliere la loro città di riferimento e di rompere i loro rapporti con i territori limitrofi. La geografia politica della Lombardia si trasforma silenziosamente, ma radicalmente nei decenni intorno al 1100: prima, ogni grande stirpe poteva estendere le proprie nebulose di signorie, di feudi e di alleanze su spazi dai confini sfumati, che non tenevano affatto conto delle frontiere dei comitati e delle diocesi. Questi aggregati si rompono dopo il 1100, e la geografia signorile ricalca ormai grosso modo quella dei territori comunali. È così che i Mozzi o i Martinengo si separano in rami bergamaschi e bresciani, che abbandonano i beni che potevano possedere di là dalla frontiera. È sempre in questo momento che i Ticengo, altra famiglia di primissimo piano, si separano nei rami di Cremona, di Chiuduno e di Scandolara, ciascuno raccolto su uno dei grandi feudi detenuti rispettivamente dal vescovo di Cremona, da quello di Bergamo e dalla badessa di S. Giulia. Il ramo bergamasco dei Gonfalonieri (poi Capitanei) di Chiuduno, dal canto suo, non riveste più che un rango mediocre fra gli altri signori di castello della curia episcopale, e un gruppo di eredi detiene ancora collettivamente dal vescovato, all’inizio del XIV secolo, il castrum da cui prendono il nome . Le grandi famiglie capitaneali «policastrali» sono dunque degradate al rango di semplici signori di castello «monocastrali» dagli sconvolgimenti degli anni intorno al 1100, e seguono così, con una o due generazioni di ritardo, la sorte degli stessi conti di Bergamo.

La fondazione di CremaA pink Shoulderbag Borse Cortina Rosa Xsvz Due Joop Donna Livia Spalla. Per quanto concerne i lignaggi che non dispongono di signorie multiple da dividersi, la crisi politica e il proliferare degli eredi conducono inevitabilmente alla liquidazione dei beni troppo frammentati per essere redditizi e all’esodo che la accompagna. È così che ritroviamo signori di castello o semplici cavalieri bergamaschi - a fianco di semplici contadini, prefigurando l’emigrazione che diventerà parte integrante della società bergamasca dei secoli successivi - in tutte le regioni in cui terre nuove lasciano sperare un profitto: in territorio bresciano, ma soprattutto nella Bassa cremonese e cremasca, allora in pieno slancio agricolo grazie alla bonifica. La fondazione e il popolamento di Crema sono essi stessi un effetto diretto di questo esodo dei milites bergamaschi . La documentazione scritta non menziona in effetti Crema che a partire dal 1074, e lo sviluppo dell’agglomerato sembra da allora molto veloce: chiamata ancora locus (vale a dire villaggio non fortificato) nel 1082, Crema è castrum già due anni dopo e appare come una piccola città indipendente alla fine del secolo: lo testimoniano la fondazione nel 1098 del monastero di S. Benedetto da parte del conte giselbertino Enrico, attorniato dal populus cremensis e la memorabile disfatta inflitta l’anno dopo all’esercito cremonese nel corso del primo dei lunghi e feroci conflitti che opporranno le due città. Questa piccola città ha una struttura sociale del tutto particolare: è diretta da un lignaggio dei conti di Bergamo, in accordo con i milites - spesso loro vassalli o loro parenti - che costituiscono la parte politicamente attiva della popolazione.

I bergamaschi a Crema. Molti di questi cavalieri provengono dalla pianura bergamasca, da dove sono stati scacciati - parrebbe - dalla necessità economica (possono anche essere state le difficoltà politiche connesse con la nascita del comune, ma questa è un’altra storia, molto più difficile da accertare). Limitiamoci a due esempi, tramite i quali la storia sociale raggiunge - tragicamente - la «grande storia» : si tratta di due dei nobili cremaschi caduti nelle mani di Federico Barbarossa durante la lotta di quest’ultimo contro la città, e che egli fece attaccare alle sue macchine da guerra durante l’assedio dell’inverno 1159-1160, come scudi viventi dei suoi soldati; perirono trafitti dai dardi dei loro compatrioti, che essi stessi incoraggiavano a tirare . Uno di loro era Truccus da Bonate, il cui padre, membro di una delle più eminenti famiglie di capitanei bergamaschi, era entrato all’inizio del secolo nella clientela vassallatica del vescovo di Cremona ed era rapidamente scivolato verso la secessione cremasca; l’altro era Presbiter da Calusco, un rampollo della famiglia di cui abbiamo in precedenza evocato la decadenza patrimoniale a livello della generazione precedente; il padre, dopo avere venduto la sua quota del castello ancestrale, si era stabilito a Brescia, e lui stesso si era trasferito a Crema. Questi due casi, la cui posizione sociale è largamente chiarita dalla documentazione, sono sufficienti ad evocare l’esodo di un buon numero di signori della campagna bergamasca verso il nuovo insediamento che loro offre una possibilità di ristabilire una fortuna compromessa. A Crema, nei decenni che precedono l’assedio, ne possiamo identificare una mezza dozzina, fra i quali troviamo vassalli del vescovo di Bergamo o dei Giselbertini.

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segue Lotte ed evoluzioni in seno alla curia episcopaleDonna Ballerine Footprint2 Footprint2 Donna Nopersonality Ballerine Ballerine Donna Footprint2 Nopersonality Nopersonality Nopersonality Ballerine f0wAax

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